l’importanza della manutenzione

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La Norma UNI 9910 (Terminologia sulla fidatezza e sulla qualità del servizio) definisce la manutenzione come “la combinazione di tutte le azioni, tecniche e amministrative, incluse le azioni di supervisione, volte a mantenere o a riportare un’entità in uno stato in cui possa eseguire la funzione richiesta”. Si ispira a questa definizione anche la Legge 109/1994, precisando che l’opera deve essere mantenuta o riportata nelle condizioni di svolgere la funzione “prevista dal provvedimento di approvazione del progetto”. Quale sia, quindi, lo scopo dell’attività di manutenzione sembra perfettamente definito già a livello normativo. Si possono tuttavia aggiungere alcune precisazioni, utili a chiarire ancora di più il significato e l’utilità della manutenzione. La manutenzione ha come scopo e finalità quella di garantire la “disponibilità” dell’impianto o apparecchiatura; queste entità, cioè devono essere messe in grado di svolgere la funzione richiesta, alle condizioni stabilite, durante un certo intervallo di tempo. La disponibilità dipende poi fondamentalmente a sua volta dalla manutenibilità, affidabilità e logistica della manutenzione, mentre i mezzi esterni necessari (eccezion fatta per la logistica) non la influenzano. Per avere una buona disponibilità, bisogna che il Tempo Operativo Medio tra guasti (in inglese MTBF – mean time between failures) sia il massimo possibile in rapporto al tempo medio necessario per le riparazioni (Mean repair time, MRT). Inoltre l’attività di manutenzione deve essere auspicabilmente e, in alcuni casi necessariamente, associata alla raccolta delle informazioni e dei dati che permettono di verificare e tenere sotto controllo come l’impianto si comporta nel tempo della sua vita utile, in modo da prevedere allungamenti o accorciamenti dell’MTBF. Si veda bene allora lo scopo della manutenzione: ridurre la velocità con la quale il bene si deteriora; prolungarne la vita operativa; raccogliere informazioni su difetti o cause di deterioramento per eliminarli o prevenirli. Fino a che punto valga la pena di mantenere un bene piuttosto che sostituirlo, è oggetto di considerazioni specialistiche che coinvolgono il suo “costo del ciclo di vita”. Poiché lo scopo della manutenzione è conservare o riportare una entità ad una condizione di lavoro accettabile, molta attenzione dovrà essere data alla definizione di “condizione accettabile” per un dato sistema. Infatti gli oggetti soffrono necessariamente di un progressivo deterioramento delle loro caratteristiche durante la loro vita operativa. Ad un certo punto, questo conduce ad una “avaria” , cioè ad una deviazione dai requisiti specificati che necessita di essere corretta perché si rientri nei limiti dell’accettabilità. 29/04/04 Linee guida sulla Manutenzione degli impianti di climatizzazione pag. 16 Indice Una avaria non corretta può condurre ad un “guasto”, cioè alla cessazione della funzione. Vale l’osservazione che, mentre ogni guasto è un’avaria, non vale il viceversa. Il guasto rappresenta un evento, mentre l’avaria è uno stato. La manutenzione ha a che fare sia con le avarie che con i guasti: in un caso è una manutenzione preventiva; nel secondo caso, è una manutenzione correttiva.
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